E’ qualche anno che durante dei brevi corsi di tecniche outdoor ( insegnamenti su come vivere in natura sfruttando le risorse che si trovano sul territorio), cerco di trasmettere delle reali conoscenze apprese in molti anni di vita all’aria aperta. Attenzione, non parlo di corsi di survival in cui ti insegnano con molto rumore a come dovresti riuscire a scamparla da un nemico immaginario o dopo aver naufragato. Parlo di corsi in ambiente selvaggio in cui provo a trasmettere passione, conoscenza, armonia e rispetto per la natura. Niente scudetti, atteggiamenti alla Rambo o tatuaggi che coprono le braccia. Solo impegno, concentrazione e esperienze semplici ma autentiche.

A termine del corso lascio ai partecipanti una breve dispensa con dei consigli su tecniche, strumenti, risorse, modalità. Sono tutte nozioni che ho raccolto in anni di pratica e esperienza costante nei boschi. La dispensa può non essere esaustiva, infatti fa parte di un corso pratico ed è priva foto. Gli argomenti di ogni paragrafo della dispensa, vengono ampiamente trattati nella pratica durante il corso. Sicuramente però può aiutarvi ad avere un’idea e eventualmente, a non sprecare tempo e energie in tentativi inutili.

Per carpire meglio di cosa si tratta, di seguito riporto due paragrafi della dispensa. Sono intitolati: “Le più comuni tipologie di fuoco” e “Consigli su come utilizzare una brace”.

E’ bene ricordare che i fuochi nei boschi non si possono accendere. E’ possibile farlo solo in aree attrezzate, se non ci sono divieti, se si è sicuri di poter procedere e se si è in grado di gestire le operazioni senza rischi.

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Tipologie di fuochi che possiamo utilizzare nell’outdoor.

Ci sono fuochi per scaldarsi, per affumicare, per cucinare o per segnalare la propria presenza. In ambito outdoor i più comuni fuochi che si possono utilizzare sono quelli che leggerai in elenco, ma personalmente credo che ognuno abbia una preferenza e usi al 90% delle occasioni sempre la stessa tipologia.

Non accendere fuochi vicino agli alberi, anche se è inverno, se nevica o se piove, perchè potrebbero subire dei danni alla corteccia o alle radici, se il fuoco viene mantenuto per lungo tempo.

Le tipologie più comuni sono:

  • A piramide. Quando formi una specie di teepee con i rami più grossi e dentro ci poni l’esca che brucia. E’ un fuoco adatto per scaldarsi e brucia abbastanza velocemente. E’ facile da creare ma non è adatto a bruciare a lungo perché consuma molta legna.
  • A stella. Si pongono 3 legni a forma di croce e si pone l’esca nel punto di contatto tra loro. E’ adatto a cucinar velocemente per uno o due persone. È il tipo fuoco che si accende per una pausa veloce
  • A trincea. Si scava una buca a forma di parallelepipedo lunga circa 30 -40 cm e larga circa 10 cm. Dentro ci si pone l’esca che brucia e sopra il tinder e il resto del combustibile. È il miglior fuoco per cucinare anche per più persone. E’ adatto ad essere mantenuto a lungo.
  • Fuoco del cacciatore. Poni due tronchetti lunghi 30-40 cm parallelamente e in mezzo ci accendi il fuoco. E’ adatto per cucinare per una persona, è facile da gestire e da accendere. E’ indicato per una cosa veloce. I tronchetti devono avere più o meno lo stesso diametro per poterci appoggiare sopra la pentola.
  • Fuoco a schermo. Accendi un fuoco a stella o a piramide con vicino uno schermo di tronchetti accatastati uno su l’altro a formare una specie di muso. Serve a scaldare con il calore riflesso. Può essere di varie dimensioni ma è chiaro che più grande è lo schermo e più grande deve essere il fuoco. Ci sono schermi lunghi anche 1,5 mt e alti 1 mt ma servono solo quando si è in condizioni di freddo estremo.
  • Ad appoggio. Accendi un fuoco vicino ad una grossa pietra dove dopo le prime fasi appoggerai la legna che farà da combustibile in modo da formare una specie di tettoia spiovente. E’ indicato quando devi scaldare l’area intorno al fuoco e quando devi togliere l’umidità dalla legna prima di farla bruciare. Va bene sempre in condizioni umide o in autunno e in primavera quando piove.

     L’appoggio può essere costituito da una pietra come da un tronco morto ben fissato a terra.

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Consigli su come utilizzare una brace

Una volta ottenuta una brace, vuoi con la frizione o con un’esca tipo il Fomes o altri funghi che non tratto in questa dispensa, è ora di passare al follow through e provare a far nascere una fiamma (ignizione) se il combustibile è buono.

Prima di produrre la brace è sempre una buona regola preparare il set per l’accensione completa del fuoco, quindi avrei già preparato il così chiamato “nido” formato da un nucleo di esca molto sottile e ariosa, circondata da qualcosa di più corposo come possono essere degli aghi di pino o delle cortecce interne e all’esterno una fascia di foglie grandi secche, che servono quando la temperatura all’interno del nido è molto alta e che aiutano la vera e propria combustione.

Il nido sarà grande più o meno come il pugno della tua mano deve essere così composto:

Al centro ci va la migliore delle esche, quindi corteccia secca, piumino, capelli o peli di animali e tutto ciò che può sembrarti idoneo.

Lo strato intermedio è composto da aghi di pino secchi, corteccia interna di tiglio, foglie secche piccole, erba secca.

Strato esterno: Grandi foglie secche, tipo quercia, acero, platano ecc. è importante che lo strato esterno sia assolutamente secco perché è quello da cui partirà la combustione vera e propria.

Una volta preparato il nido e ottenuta la brace la si trasferisce delicatamente al centro del nido, la si chiude all’interno SENZA FARLA SOFFOCARE e si comincia a soffiare delicatamente al centro del nido tenendo le mani sopra il livello degli occhi.

Si continua a soffiare fino a che del fumo uscirà dalla parte opposta. Più fumo esce e più possibilità avrai di far partire la combustione.

CONSIGLI:

Il nido è un punto delicatissimo. Non eccedere con lo strato intermedio ma piuttosto aumenta la quantità di esca. Soffia sempre dal basso verso l’alto altrimenti rischi di intossicarti col fumo.

All’inizio non soffiare troppo violentemente ma lascia che l’esca crei al giusta temperatura all’interno del nido e che si stabilizzi. Poi aumenta lentamente.

Ripeto che lo strato esterno come tutte le parti del nido deve essere assolutamente secco. Le alte temperature e clima secco aumentano notevolmente le possibilità di successo di questa operazione. All’inizio evita di provare con tempo umido. (…)

Per chi fosse interessato ho il formato della dispensa in .pdf, in vendita a Euro 9,00 (il prezzo è simbolico visto che all’interno ci sono moltissime ore di pratica e materiali sperimentati -> questo è il link).

Resto sempre disponibile per suggerimenti, dimostrazioni o inviti per progettare dei corsi o altre esperienze in natura.

Potete contattarmi scrivendo a info@happyowltracks.com

Articolo postato da: Happy Owl Tracks Guida Naturalistica