Lo sci nordico è davvero nato tra le colline della Norvegia e della Svezia?

In realtà lo sci di fondo come sport (la parola inglese sport è nata intorno al 1500 e significa divertimento) è nato circa un secolo fa. Se invece vogliamo vederlo come tecnica di progressione sulla neve o meglio, come mezzo di locomozione, possiamo risalire ai 4500- 4700 anni fa. Almeno questo ci racconta un millenario paio di sci ritrovato sui monti Altai, Siberia. Ma anche in Norvegia, precisamente a Rødøy, un paesino sul mare nella contea del Nordland, ci sono prove dell’antico modo di procedere sulla neve con gli sci. In una parete di roccia sono state trovate incisioni di 3500 anni fa, che rappresentano chiaramente due sciatori che procedono in pianura. Negli ultimi anni, in un sito archeologico russo, vicino al lago Sindor, tra le altre cose sono stati trovati dei resti di un paio di assi di legno con lacci come degli attacchi per i piedi, che sono stati fatti risalire a oltre 6000 anni fa.

Insomma lo, sci di fondo è nato come sport da circa cento anni, mentre in realtà le sue origini sono da ricercare nella notte dei tempi. I primi sciatori fondisti (non parlo in questo breve articolo degli sciatori dello sci alpino che sono arrivati solo alla fine dell’Ottocento), non procedevano con il passo alternato naturalmente ma, visto il fondo su cui dovevano muoversi, dovevano compiere un movimento simile a quello che facciamo sul monopattino. Gli sci norvegesi e quelli finlandesi in origine erano diversi tra loro: uno era lungo, sottile e flessibile (caratteristica mantenuta negli anni anche dalla secolare ditta produttrice norvegese Madshus), mentre l’altro era largo e più corto e aveva una caratteristica striscia di pelo di renna applicata alla soletta per facilitare la presa sulla neve in salita. Lo sci non era certo un divertimento allora, ma era un modo, insieme alle racchette da neve molto meno utilizzate, ma molto più veloce, per spostarsi da un villaggio all’altro o per seguire le impronte degli animali da cacciare.

Già nel XI e XII i vichinghi usavano gli sci in battaglia e famosa fu la fuga di due esploratori norvegesi Thorstein Skevla and Skjervald Skrukka (raffigurati nel famoso disegno in copertina), che portarono in salvo l’erede al trono, il piccolo principe Haakon Haakonson, da Lillehammer a Rena durante una guerra civile. I due esploratori presero in seguito il nome di “birkenbeiners” (nome che indica le ghette di corteccia di betulla che allora gli sciatori indossavano per non far entrare la neve nei mocassini). Dal 1932 questo percorso è poi stato riproposto annualmente come commemorazione di quell’evento, per la famosa Birkebeiner, una delle gare gran fondo più popolari del mondo.

Ma dal 1800 in avanti lo sci è diventato popolare in tutte le regioni nevose del mondo. In Italia sembra che ancora nel 1700 vi siano state esplorazioni di montanari che usavano corti e rigidi sci in legno per salire i ripidi pendii delle montagne nella zona vicino all’Adriatico, probabilmente la zona della Carnia (testimonianza non troppo precisa di un nobile austriaco). In America sembra che gli sci furono invece introdotti da immigrati scandinavi intorno al 1840 ( per ora non ci sono prove che i nativi utilizzassero questo mezzo di locomozione, mentre si sa che usavano le “raquette”), mentre marinai norvegesi cominciarono a farli conoscere in California, dove già prima della febbre dell’oro, diedero vita alle prime gare di sci in discesa. Sembra che usando lunghe e pesantissime assi in legno di noce nero americano, legate ai piedi con semplici cinghie di cuoio, potessero raggiungere velocità incredibili prossime ai 130 km/h.

Se si pensa al tipo di attrezzature e al tipo di fondo su cui scendevano, sono informazioni che mettono i brividi!

Andando oltre dovrei cominciare a parlare delle competizioni e dello sviluppo turistico che l’era moderna ha portato nello sci. Lo sci è diventato uno sport olimpionico che ha creato un mercato e un notevole giro economico anche in Italia, e in questa sede non mi va di parlarne. Voglio solamente concludere riflettendo su come lo sci “nordico” sia nato migliaia e migliaia di anni fa nei silenzi della taiga mentre lo sci alpino è arrivato molto dopo, conoscendo uno sviluppo maggiormente legato al turismo invernale dell’Ottocento che a fini di sopravvivenza e sviluppo. Non mi dispiace affatto che lo stereotipo del “fondista silenzioso” sia forse anche un retaggio dei millenni che i “fondisti” hanno trascorso spostandosi nei boschi di betulle tra i tunturi ( le tipiche alture che si vedono in Lapponia) inseguendo le loro prede. Io che ho messo la prima volta gli sci a 3 anni e che sono cresciuto circondato quotidianamente da sci, scioline, attacchi e tutto il resto, ORA me ne faccio un vanto. Sarà un’immagine distorta ma è un’immagine che a me piace. Che ci volete fare, soprattutto oggi nell’era dei social, viviamo di immagini.

Grazie di aver letto questo articolo, un saluto e buon inverno!

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Articolo postato da: Happy Owl Tracks Guida Naturalistica

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