La settimana scorsa durante un’escursione sui monti mi sono beccato “il bacio”  di una zecca. Per quest’anno è stata la prima volta e sinceramente spero sia anche l’ultima. Le zecche sono dei piccoli “ragni” presenti nei nostri boschi e nei prati non sfalciati, che si attaccano alla nostra pelle (e a quella degli animali), lasciando spesso dei “bei ricordini”. Leggi l’articolo che segue che ti sarà sicuramente utile.

Una delle zecche  più diffuse in Friuli Venezia Giulia e Veneto è la Ixodes ricinus, detta comunemente “zecca dei boschi”, un aracnide appartenente alla famiglia Ixodidae. La vita di questa zecca può durare da uno a tre anni, durante i quali ogni esemplare attraversa tre fasi di sviluppo: larva, ninfa e adulto. Il passaggio da uno stato all’altro richiede un pasto di SANGUE (!), prelevato da un ospite morso in precedenza. Le larve si nutrono del sangue di piccoli mammiferi e animali insettivori mentre le femmine adulte e le ninfe utilizzano mammiferi di maggiore dimensione, tra cui gli esseri umani. Le larve di zecca abitano sul terreno e non costituiscono un rischio per le persone, a differenza delle ninfe e degli adulti, che stazionano sulla bassa vegetazione e attendono il passaggio di un animale. Si tratta di un agguato passivo, le zecche non rincorrono il loro futuro ospite. Una volta arrivate sul corpo dell’animale cercano un posto adatto da infilzare con il rostro, il loro apparato boccale, e iniziano a nutrirsi. Il periodo in cui è più facile imbattersi nelle zecche è quello compreso tra aprile e giugno e le zone in cui è stata riscontrata una diffusa presenza  sono quelle delle Prealpi orientali ( quindi Veneto e Friuli), mentre gli ambienti dove sono più diffuse sono quelli boschivi e i grandi prati non sfalciati, anche in zona costiera.

La maggiore preoccupazione legata alla diffusione delle zecche riguarda gli agenti patogeni che possono trasmettere tramite il loro morso. Il più noto è il batterio spiraliforme Borrelia burgdorferi, che da origine alla malattia di Lyme (borrellosi), un nome che si riferisce al piccolo sobborgo di Lyme, nel Connecticut, dove dal 1975 si scatenò un enorme aumento di casi di artrite, soprattutto infantile, preceduta da vari eritemi cutanei. Il primo sintomo, infatti, è la comparsa di un eritema di piccole dimensioni che, dopo qualche settimana, si estende ed è accompagnato da febbre, mal di testa e spossatezza. In seguito, nella seconda fase della malattia, possono presentarsi alcune complicanze neurologiche e tipici dolori muscolari e ossei. Nel terzo e ultimo stadio la malattia progredisce e diventa cronica, causando danni alle articolazioni, al sistema nervoso, al cuore e ad altri organi. I trattamenti a disposizione, basati sull’assunzione di antibiotici prescritti da un medico, sono efficaci, e una terapia attuata tempestivamente può evitare tutte le complicanze. Non esiste un vaccino per la malattia di Lyme ed è possibile ammalarsi più volte. Secondo le indagini compiute sul territorio italiano, più del 20% delle zecche è portatore del batterio che causa la borrellosi.

Di seguito elenco una serie di utili consigli rilasciati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sull’argomento.

Come evitare le punture di zecca.

– Indossare un abbigliamento appropriato, di colore chiaro (che rende più evidente la presenza delle zecche), in grado di coprire quanto più possibile il corpo (pantaloni lunghi infilati nei calzettoni e camicia a maniche lunghe infilata nei pantaloni) e proteggere i piedi con scarpe alte sulle caviglie.

– Camminare al centro dei sentieri.

– Non sedersi e non sostare nell’erba alta o in prossimità di cespugli e vegetazione incolta.

– Applicare prodotti repellenti per insetti sulla pelle scoperta o sui vestiti, seguendo scrupolosamente le avvertenze riportate nelle confezioni.

– Durante l’escursione controllarsi frequentemente per rimuovere eventuali zecche non ancora attaccate.

– Al rientro dall’escursione spazzolare i vestiti, lavarsi e controllare tutto il corpo (meglio se con l’aiuto di qualcuno), senza trascurare la schiena e il cuoio capelluto.

Come togliere una zecca.

Nel caso si trovi una zecca sulla pelle, bisogna rimuoverla subito evitando di cospargerla con sostanze oleose o irritanti e proteggendo le mani.
Per asportarla correttamente è necessario prendere una pinzetta e con questa afferrare la zecca il più vicino possibile al punto di inserzione nella cute, senza schiacciarla; tirare delicatamente, senza strappi fino al distacco. Disinfettare la zona.

Cosa fare dopo aver rimosso la zecca.

 È utile annotare la data di rimozione ed eventualmente la località in cui si è stati morsi.
Controllare tutti i giorni l’area interessata per individuare eventuali segni di infezione.
Qualora si manifesti un arrossamento in corrispondenza del morso o compaiano sintomi simil-influenzali (febbre, stanchezza, dolori muscolari, ecc.) è necessario consultare un medico, segnalando il morso di zecca.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al Dipartimento di Prevenzione della propria Azienda Sanitaria oppure al proprio medico di medicina generale.


Articolo postato da: Happy Owl Tracks

Vedi: articolo Repubblica

 

 

 

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