Parlando di alberi ”cittadini” con i bambini delle scuole spesso mi capita di sentirmi chiedere se gli alberi che vivono nei parchi e lungo i viali sono pericolosi in caso di forti venti e improvvise “ bombe d’acqua”, molto in voga nelle ultime estati.

La risposta non è semplice e l’argomento è d’attualità in molte città.

Sicuramente i cittadini (sto parlando di alberi) hanno una situazione più difficile e una vita meno lunga dei loro fratelli che stanno pacifici nei boschi. In città tutto è più difficile: terreni molto compatti dove le radici non riescono a farsi strada adeguatamente, lunghi periodi di siccità, inquinamento, temperature eccessive anche di notte (in estate i muri delle case buttano fuori tutto il caldo accumulato durante il giorno), radici che per svilupparsi devono uscire dal terreno e vengono mozzate, muri e fondamenta che fanno da barriera e riducono lo spazio di radicazione a pochi metri quadarati.

Posto un bell’articolo di Andrea Maroè che ha parlato di questo argomento riferendosi alla situazione in Friuli Venezia Giulia.

“Il problema è quindi molto sentito. Ma occorre fare subito delle precisazioni. La paura che un albero si rompa e faccia danni, o ancor peggio, ferisca o uccida qualcuno, è molto al di sopra della probabilità che questo evento accada sul serio. In Italia abbiamo oltre 15 miliardi di alberi. La probabilità che uno di questi uccida qualcuno però è inferiore a 1 morto su 500.000 abitanti. Vale a dire che è molto più probabile morire perchè un fulmine ci cade in testa che morire schiacciati da un alberoDetto questo occorre anche dire che gli alberi in ambiente urbano devono essere curati e gestiti in maniera adeguata. Ma purtroppo esistono troppe ditte che lavorano senza alcun criterio e senza alcuna conoscenza e causano danni irreparabili al nostro patrimonio arboreo. Non tutti sono infatti capaci di potare un albero, moltissimi invece sono capaci di tagliare dei rami. Ma non è la stessa cosa. E tagliare male un ramo può voler dire condannare a morte un albero che ci ha messo cent’anni per diventare bello e maestoso. Un albero che perciò non resterà più a far bella mostra di sè per i nostri figli e occorre scegliere adeguatamente le ditte che lavorano su piante adulte. Non sempre, anzi quasi mai, il prezzo più basso corrisponde alla miglior qualità. Ma pagare un prezzo basso per danneggiare irreparabilmente un essere vivente che avrebbe potuto garantire i suoi benefici per altre decine di anni a venire non è una scelta conveniente. Nemmeno dal punto di vista economico. Nel giro di pochi anni si sarà costretti a re-intervenire, con ulteriori costi, e molto probabilmente perdendo anche l’albero.

Un piccolo esempio può arrivare dalla Regione FVG ha da poco emanato una legge a tutela degli alberi monumentali e conscia che un albero può vivere solo se inserito in un ambiente adeguato, da alcuni anni sta elaborando e “costruendo” in forma partecipata il Piano Paesaggistico Regionale con particolare attenzione all’aspetto “Vivo e Naturale”. Ma non bastano le leggi per salvare un territorio e un grande albero. Occorre l’impegno di tutti. Occorre conoscenza, consapevolezza, dedizione e passione. I friulani dicono :” Abbiamo ricostruito il Friuli dopo il terremoto. Ora dobbiamo salvare il nostro paesaggio, i suoi alberi, e con essi le nostre radici”.

Articolo postato da : Happy Owl Tracks

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