Perchè tra le mie proposte naturalistiche inserisco un’esperienza di una notte in una capanna su un albero?
Gli alberi sono luogo magico delle storie, divengono boschi in cui perdersi, avventurarsi per poi ritrovarsi, sono luoghi di giochi, di segreti custoditi, rifugio sicuro. Gli alberi, maestosi abitanti del mondo, per una notte ma forse non solo, si sono trasferiti e hanno deciso di dimorare non nei giardini, nei parchi  o nei boschi ma nelle case, nelle scuole, nelle biblioteche. Sono entrati con i loro rami intricati a riempire spazi, per farsi raccontare.
Ecco alcune favole provenienti dal sapere di diversi Paesi europei, che parlano di alberi, natura e del potere che queste creature hanno da sempre esercitato sull’immaginario degli uomini.
Bulgaria  – La foresta sogna-
Ssh… Ascolta! La foresta è triste; piange versando lacrime amare, singhiozza
sommessa. Cerca di nascondersi raggomitolandosi nella nebbia e portando
con sé le migliaia di ombre che racchiude nel cuore. Il vento di primavera la
circonda, misterioso, avvolgendola in un velo da sposa. La foresta agita le
braccia — sono milioni — e abbraccia tutta la Bulgaria. E le sue lacrime, più
pure del sogno di un bambino, si sciolgono con la neve di febbraio.
Ssh… Ascolta il pianto silenzioso della foresta!
Si riscalda in fretta. Diventa una padrona di casa brava, accogliente,
luminosa. In primavera si esaudiscono tutti i suoi sogni; di nuovo diventa
madre. In marzo sotto i suoi rami spuntano i bucaneve, i crochi e i fiordalisi.
La foresta li protegge senza soffocarli; ama tutti i suoi figli: il lupo e la volpe,
il gatto selvatico e il cervo, le lepri e tutti gli altri abitanti del bosco.
Non è mai una matrigna, ma sempre una madre. E quali mai possono essere
i sogni di una madre? Che cosa mai può desiderare? Aspira a una cosa sola:
difendere i suoi figli. Questo è il sogno della foresta. Cerca di proteggere ogni
scarabeo, ogni passerotto, ognuna delle sue creature. La foresta è frescura,
vita, pace. Possiede poteri straordinari. Protegge l’acqua che beviamo,
purifica l’aria che respiriamo, contrasta l’erosione e gli smottamenti.
Dobbiamo imparare a sentire il pianto silenzioso della foresta. Forse piange
per colpa nostra.
Repubblica Ceca – L’Uomo Verde della foresta-
La foresta fa pensare al mare. È immensa, indefinita, e le chiome dei suoi
alberi ondeggiano al vento come acqua. Il paesaggio del nostro paese, così
lontano dal mare, è sempre stato ricco di foreste e gli abitanti hanno dovuto
sottrarre terreni alla natura per poterli coltivare e per costruirvi le proprie
abitazioni. Hanno quindi dovuto ricorrere alla foresta. Nei tempi antichi, gli
uomini vivevano circondati da foreste in una misura tale da risultare oggi
incomprensibile; ne avevano paura, ma al tempo stesso la sfruttavano e
la popolavano con diverse creature. La foresta ha da tempo immemore un
proprio simbolo che si ritrova sugli edifici gotici: una scultura di pietra che
rappresenta una figura demoniaca di «Uomo verde». Delle foreste gli uomini
vedono solo una metà, perché l’altra si trova sotto terra.
La foresta cambia ogni giorno. Non basta semplicemente percorrerla, occorre
guardarsi intorno e cogliere — se così si può dire — il respiro, l’anima, la
voce della foresta. E allora, a un tratto, si sentirà che la foresta ci accoglie,
si avrà l’impressione di fondersi in un tutt’uno e di capirsi a vicenda senza
bisogno di parole perché la foresta capisce anche ciò di cui si tace.
Grecia – Il mito di Erisittone-
Erisittone, potente re della Tessaglia, era famoso per i suoi vizi: l’empietà,
la superbia e la sfrenata avidità. Un bel giorno decise di farsi costruire un
magnifico palazzo usando il legname di un bosco vicino, sacro a Demetra,
dea dell’agricoltura e protettrice della natura. Cominciò quindi ad abbattere
gli alberi indiscriminatamente. I suoi sudditi, vedendo il disastro provocato
dalla superbia del loro re e temendo la collera di Demetra, lo scongiurarono
di non tagliare inutilmente tutti quegli alberi.
Ignorando le suppliche dei suoi sudditi, Erisittone proferì parole sprezzanti
nei confronti del bosco e della dea. Allora Demetra fu presa da una tale
collera che si rivolse a Peina, la dea della fame, chiedendole di punire l’empio
sovrano condannandolo a soffrire la fame per sempre. Così infatti fece Peina.
Cominciarono le sofferenze di Erisittone il quale, per quanto mangiasse,
non riusciva a placare la sua fame insaziabile. In brevissimo tempo dilapidò
tutte le sue ricchezze per comprarsi di che mangiare. Alla fine fu costretto
a vendere anche il suo palazzo, gli schiavi che aveva e perfino la sua unica
figlia. L’empio sovrano finì per divorare se stesso e morì senza poter mai
placare la sua fame.
Morale
Questo mito è un ammonimento contro l’ingordigia e lo sfruttamento
scriteriato delle risorse naturali e mette in guardia l’uomo contemporaneo
che, consumando senza misura ben più di quanto le sue esigenze fisiologiche
lo richiedano, depaupera il futuro dei suoi figli e si avvia
verso la propria estinzione.
Dormire sotto un albero in un bosco. Godere della frescura delle sue foglie. Arrampicarsi sui suoi robusti rami. sono tutte cose che ci fanno tornare bambini perchè ci ridonano l’energia di un tempo. Albero è energia. Positiva. Dormire su un albero è una ricarica senza paragone. Proviamo.
Articolo postato da: Happy Owl Tracks
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