Stamattina mentre ero sulla neve a sciare con un gruppo di ragazzi, ho potuto notare delle basse nuvole all’orizzonte che formavano delle curiose figure più o meno definite, nel cielo terso.

Ho fatto osservare a tutti i bei disegni bianchi e, approfittando della pausa, alcuni di loro mi hanno chiesto cosa sono le nuvole e di cosa sono fatte. Domanda all’apparenza semplice, ma pensandoci bene, la risposta non può essere solamente: di acqua che sale e scende nell’atmosfera.

Preso da un leggero senso di colpa, una volta a casa sono andato scovare nella mia libreria alcuni opuscoli AINEVA e dei testi che avevo studiato quando ho fatto il corso per Maestri di Sci.  Riporto di seguito quello che ho trovato sulle nuvole:

Le nuvole sono quelle aree di atmosfera in cui è presente un gran numero di goccioline di acqua, che sono prodotte dalla condensazione del vapore (acqua allo stato gassoso) presente nell’aria attorno ai cosi chiamati “nuclei di condensazione” (particelle di gas o polveri). Se la temperatura è abbastanza bassa, si formano addirittura dei piccoli cristalli di ghiaccio.

La condensazione avviene principalmente a causa del raffreddamento dovuto al sollevamento delle masse d’aria.

Le nuvole vengono classificate in base alla loro altezza dal suolo e forma e naturalmente, hanno un significato meteorologico. Infatti l’osservazione attenta delle nuvole e della loro evoluzione può fornirci utili indicazioni per capire l’andamento del tempo nell’immediato futuro.

A seconda dell’altezza le nuvole sono classificate in alte, medie, basse. Per la forma la classificazione avviene tra nuvole a sviluppo orizzontale (strati) e verticale (cumuli).

Le nuvole alte:

Queste nuvole sono quelle che si sviluppano sopra i 6000 metri fino a quote pazzesche (anche 13 000 metri). Data la temperatura estremamente bassa a quelle quote sono composte perlopiù da particelle di ghiaccio in sospensione. Le nuvole alte non producono mai precipitazioni al suolo: Di queste nuvole fanno parte:

 

  • cirri che hanno spessore ridotto, che filtrano il sole rendendo il cielo” velato”. Possono essere in formazioni anche estese e se coprono velocemente il cielo, indicano spesso l’arrivo di un fronte caldo. La loro disposizione riflette le direzioni dei venti in quota che lassù sono fortissimi.
  • cirrocumuli i quali hanno anch’essi spessore ridotto e hanno una ridotta ampiezza.
  • cirrostrati invece, sono strati che possono mascherare del tutto il sole. Si presentano anche in formazioni estese orizzontalmente. La loro comparsa e il loro progressivo inspessimento, preannunciano in genere l’arrivo di un fronte caldo.

Le nuvole medie:

Sono formazioni che si trovano tra i 2000 e i 6000 metri di altezza. Sono essenzialmente formate da gocce d’acqua o da un miscuglio di goccioline e cristalli di ghiaccio. Secondo la classificazione internazionale di queste nuvole fanno parte le nubi del tipo “altocumulo” e “altostrato”. Queste nuvole possono portare perturbazioni, soprattutto gli altostrati e si differenziano per i seguenti tratti:

  • altostrati che sono si spessore consistente, hanno un’altezza tra i 1500 e i 2000 metri e si presentano generalmente in ampia forma orizzontale. Sono in grado di coprire il sole.
  • altocumuli, che hanno uno spessore molto evidente, che talora può superare i 1000 metri. Si presentano in forme tipicamente estese, donando al cielo un aspetto molto suggestivo. Anticipano un cambiamento del tempo.

Le nuvole basse:

Queste nuvole hanno la base che si trova sotto i 2000 metri, sono composte da gocce d’acqua e nella parte superiore possono avere anche dei cristalli di ghiaccio.

Nella classificazione internazionale, fanno parte di queste nubi:

nembostrati che partono dai 300 ai 3000 metri di quota, il loro spessore è consistente e si presentano in genere molto compatte in grado di mascherare del tutto il sole. Possono restare in zona anche più giorni e la loro presenza è associata a condizioni di maltempo e precipitazioni.

– gli stratocumuli sono dei cumuli con spessore medio di 300-600 metri e possono arrivare anche a 1500. Sono composti da sole particelle d’acqua visto la loro relativa altezza. Hanno massimo sviluppo nel pomeriggio

nembostrati sono nuvole a ridotto spessore (200-500 mt) e stanno molto in basso. Sono indicativi di inversione termica al suolo e si formano spesso dopo il passaggio di un fronte caldo. Possono produrre pioviggini o deboli precipitazioni.

Le nuvole a sviluppo verticale invece sono nubi turbolente a causa delle intense correnti ascensionali che le formano. Possono davvero raggiungere dimensioni enormi causando fenomeni di maltempo anche violenti. Di queste nuvole fanno parte i così detti “cumuli” e i “cumulinembi”. Alle nuvole con sviluppo verticale generalmente si associano precipitazioni anche intense e accompagnate da lampi e fulmini. I “cumuli” hanno uno sviluppo da poche centinaia di metri e arrivare anche ai 5000-7000 mt. di quota. La loro base può abbassarsi anche a 400 dal suolo. I cumuli sono le caratteristiche formazioni che nascono sui versanti delle montagne nei pomeriggi d’estate. Se restano isolati, senza occupare grosse porzioni di cielo, tendono a sparire durante la notte per poi ricomparire il giorno successivo. Se l’instabilità è elevata possono dare luogo a rovesci.

I cumulonembi, sono le nubi con sviluppo maggiore. Arrivano anche a 14 000 metri di altezza e la quota della loro base parte anche dai 400 metri di altezza dal suolo ( sono molto bassi). Un singolo cumulonembo può occupare intere regioni e ampie zone di territorio, quindi sono molto estesi. Una nube di questo tipo genera quasi sempre un temporale e in estate spesso da vita a piogge violente, grandinate e temporali violenti.

Infine una curiosità sul colore delle nuvole che spesso appaiono velate di rosa o arancio. Le diverse colorazioni infatti dipendono dall’angolazione e dalla posizione che assumono rispetto al sole. Infatti esse in realtà. Essendo fatte di acqua e ghiaccio restano sempre bianche, ma al nostro occhio il colore cambia. Le colorazioni rosate, tipiche dell’alba e del tramonto, sono date dal fenomeno della rifrazione, ovvero la luce solare che viene scomposta a seconda dell’incidenza dei raggi solari sulla base della nuvola (i raggi che vengono riflessi dal terreno che poi toccano la base della nuvola).

Adesso quando qualcuno ci dice che abbiamo la testa tra le nuvole, possiamo candidamente rispondere apparentemente non curanti, con la domanda: ma quali  alte, medie o basse?  E’ garantito che resterà di stucco!

Infine non potevo non riportare un aforisma di uno dei miei scrittori preferiti:

L’aria lassù tra le nuvole è molto pura e fine, frizzante e deliziosa. E perché non dovrebbe esserlo? – È la stessa che respirano gli angeli.
(Mark Twain)

 

Articolo postato da: Happy Owl Tracks

Fonte: AINEVA  e dispensa “Ambiente” per il modulo Meteorologia, per il  corso Maestri di Sci, Prov. Autonoma di Trento*

*il modulo era stato tenuto dal severo ma  bravo e preparatissimo  Col. Luigi Telmon

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