E’ proprio il caso di dire che l’escursionismo non è un’attività particolarmente pericolosa o ricca di insidie. Andando a guardare anche i normali contratti di polizze vita o infortuni delle assicurazioni, la pratica dell’attività escursionistica non comporta aumenti del premio da pagare, a differenza di altri sport o hobbies. Il fatto che alcune centinaia di persone siano coinvolte in incidenti, a volte mortali, durante le escursioni ( non l’attività alpinistica), è dovuto in genere alla non osservanza delle minime norme di prudenza, che vorrei cominciare ad esporre in questo breve articolo.

Parlando di METEO come ho già sottolineato in un precedente post, i pericoli sotto questo aspetto possono essere considerati tra i principali. Forse noi in Italia tendiamo a dare molta, forse troppa, importanza alle previsioni e se vediamo che le previsioni non sono bellissime, tendiamo a rinunciare ai nostri programmi. Camminare sotto un po’ di pioggia alla fine fa anche bene e ci aiuta a cambiare i nostri radicati punti di vista e le nostre sensazioni. Nei paesi di lingua tedesca si dice che “a camminare sotto l’acqua non ci si scioglie perché non siamo fatti di zucchero”. Condivido!

Se consideriamo poi che al giorno d’oggi nei negozi specializzati di abbigliamento outdoor troviamo marchi e attrezzature che ci consentirebbero di camminare al PoloNord, possiamo stare tranquilli che un po’ di pioggia o neve in una situazione di sicurezza, risultano addirittura piacevoli.

Parlando di pioggia dobbiamo però assicurarci che la condizione del terreno in cui ci troviamo sia buone. Nel senso che l’acqua rende scivolosa la roccia, soprattutto alcuni tipi, come i calcari. Nei boschi invece dobbiamo porre particolare attenzione alle radici sporgenti degli alberi e quelle che tagliano trasversalmente il sentiero ( ancora di più se siamo in discesa e con un carico sulle spalle). Il cappuccio che indossiamo per non bagnarci i capelli e il viso, riduce di molto l’udito e la visibilità. Quindi dobbiamo capire se vale la pena “rinunciare” a questi due sensi o se è necessario averli acuti al massimo. Avere l’udito ridotto durante una camminata porta ad un assopimento generale dei sensi, che forse non è il massimo durante un’uscita. La pioggia poi tende ad allentare i lacci degli scarponi e ad ammorbidire gli scarponi stessi. Fermarsi ogni tanto a sistemarsi le calzature diventa quindi indispensabile.

Nei trekking di più giorni  dovremo avere ogni cura del nostro carico nello zaino e mantenere sempre asciutti gli indumenti di ricambio e soprattutto il sacco a pelo. Se quello si bagna sono davvero guai seri. Un buon trucco è porre nello zaino le cose che devono restare asciutte, in dei sacchi di plastica. Forse per il sacco a pelo vale la pena sprecarne due. I sacchi di plastica tornano utili anche quando si hanno dei panni bagnati da riporre dopo che ci si è cambiati. A scanso di equivoci preciso che poi i sacchi vanno chiusi ermeticamente per evitare fuori uscite di acqua dovute allo schiacciamento dei vestiti nello zaino.

La situazione ideale sarebbe quella di tirare fuori i panni bagnati, stenderli all’aria e farli asciugare per poi indossarli nuovamente. A volte può capitare di dover indossare ai panni ancora bagnati che sono restati nello zaino ma in questo caso sono “tiepidi” e non gelati. Poi muovendosi dopo un po’ ci si scalda.

Camminare sotto la pioggia a lungo con i vestiti zuppi ci mette sotto stress. E’ una situazione che se dura a lungo ci stanca e ci riempie la testa di pensieri ” negativi”. In questo caso dobbiamo solo avere la forza di proseguire, non fermarci e arrivare a tutti i costi al primo rifugio. Stare fermi anche solo dieci minuti sotto il temporale o la bufera, in queste condizioni peggiora situazione e aumenta di molto le probabilità di ammalarsi.

 

Articolo postato da: Happy Owl Tracks

Vedi anche : AIGAE

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