I fenomeni meteorologici tipici della montagna influenzano e modificano l’ambiente e il terreno in cui si trovano gli abitanti dei monti e quelli che frequentano questi luoghi abitualmente o occasionalmente, mettendo in prova le loro capacità fisiche e mentali.

Molti dei pericoli per chi vive e frequenta la montagna sono connessi a fenomeni meteorologici; questi pericoli determinano conseguenze, anche gravi, a seconda della preparazione tecnica, dell’allenamento, delle condizioni psico-fisiche del momento, della capacità di interpretazione dei segnali della natura e della capacità decisionale.

Si capisce che livello di sicurezza può essere aumentato grazie ad un grado di percezione e interpretazione dei segnali che arrivano dall’ambiente in cui ci si trova.

La sicurezza deriva anche dalla capacità di osservazione, dall’individuare connessioni causa-effetto, di riconoscere aspetti importanti e quelli che non lo sono. Conoscere ed essere in grado di riconoscere situazioni di pericolo, consente di adottare comportamenti che riducono il rischio. Un elevato livello di sensibilità nei confronti dei segnali della natura permettere di guadagnare margini di tempo e distanza per potere prendere decisioni giuste, senza essere influenzati da informazioni imprecise e incomplete.

E’ importante tuttavia tener conto che le nostre capacità di percezione possono essere alterate sia dalle condizioni meteo che da quelle soggettive, come l’umore, la stanchezza fisica, la forza vitale e molti altri fattori , come la disponibilità verso chi ci accompagna, la pressione esercitata dal gruppo o la competitività. Tutti elementi che vanno ad incidere sulle decisioni che prendiamo in un dato momento.

A seconda che il fenomeno meteorologico agisca direttamente sulla persona o solo dopo aver provocato dei cambiamenti sul terreno alpino si distinguono i pericoli detti diretti (nebbia, freddo, caldo, vento, precipitazioni, radiazioni solari, tuoni e fulmini) e quelli indiretti (caduta sassi, crollo di alberi, rami, valanghe, presenza di situazioni difficili).

A volte i pericoli indiretti avvengono anche con condizioni meteo eccellenti.

La visibilità quando si va in montagna è molto importante. Varia nello spazio e nel tempo ed è influenzata da molti fattori. La nebbia, la pioggia, le nuvole basse o le fitte nevicate, come le forti radiazioni possono compromettere la visibilità. La situazione può divenire critica dove non ci sono punti di riferimento chiari o continui. Infatti l’orientamento è facilitato da punti o oggetti che assorbono la luce come rocce o alberi, mentre è ostacolato da ciò che riflette la luce come la neve, il ghiaccio la roccia uniforme.

Il termine inglese “ whiteout” definisce le particolari condizioni meteo in cui la visibilità e i contrasti sono molto ridotti in tutte le direzioni a causa della neve o della luce diffusa dalle nuvole quando coprono totalmente il cielo. Le nevicate e il trasporto della neve col vento possono causare questo fenomeno che si può verificare anche in assenza di precipitazioni, quando ad esempio la luce intensa e diffusa ci confonde e ci fa perdere la capacità di definire gli ostacoli e le distanze. Questo fenomeno è amplificato al massimo quando ci si trova in un terreno innevato senza particolare pendenza e con poca luce.

Articolo postato da: Happy Owl Tracks

Fonte: Meteorologia Alpina, AINEVA, 2010

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