Sabato ho avuto il piacere di accompagnare un’escursione di gruppo con l’ Associazione Goldvis  di Verona. E’ ormai qualche anno che il presidente Maurizio, accetta i miei inviti e anche questa volta siamo riusciti a camminare insieme lungo il suggestivo percorso della”Valle delle Sfingi” in Lessinia, a Camposilvano.

Ci siamo dati appuntamento presso il parcheggio del Museo Geopanteologico e, dopo una breve sosta, siamo partiti lungo il comodo sentiero che sale per i prati. Temperatura mite e cielo sereno ci hanno regalato una bella e piacevole mattinata insieme. Ogni volta che accompagno gli amici di G.O.L.D.Vis ho l’occasione di imparare qualcosa in più e arricchire il mio bagaglio si esperienze. Le parole di Maurizio, quando introduce l’intento dell’associazione, rendono molto bene lo spirito con cui più volte l’anno organizzano questi eventi: “Siamo un’associazione che intende occuparsi della vita ricreativa, sportiva, culturale e della formazione dei disabili visivi. Tutto questo in un clima di serenità e vera amicizia bandendo ogni forma di rivalità, arrivismo e tensione.

Durante il tragitto ho avuto l’occasione di scambiare due parole con alcuni partecipanti che provenivano da Mantova i quali mi hanno detto che alcuni di loro provenienti da Milano per problemi con il treno hanno dovuto rinunciare. Per il gruppo è stato molto interessante ascoltare le ultime notizie sul branco di lupi che da qualche anno popola i boschi della Lessinia. Per chi era già uscito in escursione con me sono stati degli aggiornamenti mentre per chi è arrivato per la prima volta in questi boschi ha ascoltato con interesse la bella storia della ricomparsa di questo grande carnivoro. Naturalmente poi dalla cronaca si è passati alle favole popolari. Aneddoti e leggende dei filò, destano sempre interesse e sorpresa, soprattutto per chi non aveva mai sentito questi racconti.

Camminando tra i calcari e le sfingi del Rosso Ammonitico, abbiamo toccato e accarezzato la roccia ruvida e tagliente che compone tali monumenti naturali di pietra. Anche tra le rocce è stato interessante parlare dei faggi che sono naturalmente presenti in Lessinia da sempre e che hanno costituito per secoli una fonte di sussistenza fondamentale per le popolazioni di montagna del passato. Aprendo alcuni acheni di faggio vi abbiamo trovato dentro le faggiole. La faggiola è il frutto oleoso di questo albero e in passato veniva schiacciato per la produzione di olio per le lanterne.

Camminando lentamente ma “sentendo” e “ascoltando” l’ambiente e i rumori del bosco abbiamo raggiunto la stele che ricorda la “pora Maddalena”. Anche qui abbiano narrato e discusso della leggenda che riguarda il destino della povera ragazza che sembra sia stata sbranata dai lupi nel 1655. Con l’occasione ho estratto dal mio zaino un calco di gesso ricavato da un’impronta di lupo che avevo trovato lo scorso anno dalle parti di Bosco Chiesanuova.

Poco oltre questo punto abbiamo sostato in silenzio qualche minuto, dove abbiamo anche trovato i primi segni dell’avvicinarsi della primavera. Dei timidi e bianchissimi bucaneve (Galantus nivalis) sono l’inequivocabile segnale che le ore di luce sono aumentate e così anche le medie delle temperature. L’aria fresca, il profumo delle cortecce degli alberi e l’umidità del terreno e della neve sono tutti elementi nuovi per le persone che vivono e lavorano in città. Sono stimoli diversi.

Lungo la via del rientro Maurizio mi ha spiegato come la Goldvis svolge anche molte altre attività come il pattinaggio su ghiaccio, degustazioni di vino e cibo locale, camminate in montagna in estate e attività con i cavalli.

Giunti alla fine della nostra escursione abbiamo trovato confortevole ristoro presso l’Agriturismo Gaspari, dove la brava e professionale Katia ci ha offerto la sua vasta scelta di piatti tipici della Lessinia. Un tocco di gusto che non poteva mancare in una bella giornata come questa.

Articolo postato da : Happy Owl Tracks

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