( segue prima parte) ….adesso che ho quaranta anni mi sento realmente orgoglioso che tutte quelle attività praticate  quotidianamente per più di metà della mia vita sotto molti punti di vista non siano certo state molto utili per conseguire una qualsiasi forma di profitto. E soprattutto che non siano state utili allo sviluppo economico della società.

Dal 2009, mi trovo a vivere in una caotica città del nord Italia dove la mia identità, pur se forte, si è mescolata con quella di molte altre persone; tante locali, ma molte  provenienti dalle zone più disparate di questo povero Pianeta.

Nessuno o pochi di noi conoscono il vicino di casa o che lavoro fa. Nessuo sa come vive il  vigile urbano che ci fa le multe quando parcheggiamo l’auto fuori dalle righe o come vive l’educatrice del nido dei nostri  figli. Pochi conoscono di persona il salumiere all’angolo (per fortuna che c’è!) e ancor meno sanno che questi  percorre più di quaranta intasati chilometri al giorno in auto per coprire il tragitto casa- bottega.

Da quando sono in questa città ho cominciato a frequentare per vari motivi, ma soprattutto per lavoro, diverse tipologie di persone. Molte di queste ogni volta che vengono a trovare me e la mia famiglia,  pur abitando nei dintorni di casa nostra, prendono l’auto. Spesso si tratta di una auto ingombrante e difficile da parcheggiare. Fanno come se nulla fosse venti o trenta minuti di colonna  o attesa ai semafori e hanno delle notevoli difficoltà  a trovare parcheggio sotto casa nostra (infatti non ce n’è). La stessa cosa avviene quando vanno al lavoro o al cinema la sera. Sembra che tutti ripetano le stesse folli azioni come alienati da non so cosa e che nessuno abbia ben chiaro che la perdita di tempo, di salute, di denaro di questo stile di vita , ci porterà prima o poi al collasso. Tutti siamo molto rassegnati.

Il modello del capitalismo e delle economie di mercato a cui abbiamo creduto e a cui crediamo fermamente ancora oggi nonostante lo scricchiolio sia piuttosto evidente, continua a farci vedere le illusioni di una confortevole crescita continua e illimitata. Ciò mi porta a pensare che questo sia il fattore principale della distruzione della Natura, dell’ambiente, della nostra qualità umana e della nostra identità.

Purtroppo l’ideologia inflazionata della globalizzazione ha scovato una modalità per giustificare la distruzione  attiva e lo sconvolgimento nostro, dei nostri rapporti interpersonali  e di  tutto ciò che ci circonda.

So bene che non si possono sovvertire con così poco le regole e le convenzioni, ma  vorrei far riaprire gli occhi e far riconsiderare la nostra dimensione tradizionale. Quella dimensione  in cui l’Uomo si è formato per millenni. Una dimensione senza la convinzione secondo cui gli esseri umani sono al vertice di tutta l’evoluzione e tutta la vita sul pianeta e credono di essere i proprietari legittimi di tutto ciò che vive e non.

In pratica, andando a rileggere attentamente il  tempo, quello che alcuni chiamano: “calendario Homo Sapiens”, possiamo aiutare i nostri figli a sperare di vivere in un mondo migliore. Le foto che seguono raccontano, o cercano di farlo, come vivevamo un tempo con la semplicità, la naturalezza l’ingenuità che ci ha aiutato ad andare avanti per millenni.”

La foto riporta l’idea della grandezza della Natura, del suo potere e della sua bellezza

 

Articolo postato da: Happy Owl Tracks

 

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