Prendo spunto da una breve descrizione di questo autore che ho trovato per caso sul sito il libraio delle stelle. E’ una descrizione abbastanza breve, ma senz’altro utile a capire perchè, io personalmente, considero questa persona un maestro. Con la sua visione del mondo, Gary mi ha aiutato a cambiare radicalmente il mio quotidiano vivere e la personale visione che avevo della società in cui viviamo. Nonostante la sua forza intellettuale e la potenza del suo pensiero, Gary snyder non è mai diventato davvero popolare in Italia.

E’ uno dei padri dell’ecologia profonda, senza fronzoli e concreta. Oltre a fare lo scrittore lavora con energia a progetti di salvaguardia dell’ambiente, delle culture e delle tradizioni locali.

 

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Poeta e saggista ma non solo, Gary Snyder è nato nel maggio 1930 a San Francisco. La natura e le montagne del nordovest americano hanno ispirato la sua poesia, la sua ricerca, la sua conoscenza, la sua arte e la sua pratica. Da giovane lavora come vedetta antincendio e boscaiolo sui monti dell’Oregon e della California. Studia antropologia e letteratura e si laurea con una tesi sugli indiani Haida: The Dimension of a Haida Myth.

Nel 1955 è tra i protagonisti assieme ad Allen Ginsberg, Michael McClure e altri, nello storico reading poetico alla Six Gallery di San Francisco, che lanciò la Beat Generation nel mondo. Jack Kerouac lo rende protagonista nel suo I Vagabondi del Dharma. Successivamente si reca in Giappone, dove studia Buddismo Zen per dodici anni in un monastero. Nel frattempo, vengono pubblicate le sue prime raccolte di poesia Rip Rap e Myths & Texts.

Al suo ritorno viene acclamato dalla controcultura degl’anni Sessanta per l’impegno antinucleare e per la visione finalmente non dualistica fra umano e natura. Nel 1970 si stabilisce con la famiglia sui monti della Sierra Nevada, dove assieme all’ampia comunità di ri-abitanti come lui, inizia un lavoro di recupero culturale, economico e di conoscenza del territorio che sia finalmente espressione di una sensibilità e di una volontà di co-abitazione reciproca tra selvatico e coltivato.

Pubblica Turtle Island (Premio Pulitzer per la poesia, 1974). Poesia e prosa si intrecciano e pubblica The Old Ways, The Real Work e The Practice of the Wild, vere pietre miliari per i nascenti movimenti ecologici del bioregionalismo e dell’ecologia profonda. Nel 1996 pubblica Mountains and Rivers Without End, un progetto poetico iniziato quarant’anni prima, che a ragione lo colloca tra i più grandi poeti americani contemporanei. Diventa insegnate all’Università della California a Davis, dove insegna “Natura e Cultura”, e ora, a quasi ottant’anni, continua a scrivere libri, a tenere conferenze e reading poetici in giro per il mondo.

In Italia, sono sei i libri di Gary Snyder in commercio: La pratica del selvatico, La Grana delle Cose, Ri-abitare nel Grande Flusso, L’Isola della Tartaruga, Nel mondo poroso (il più recente, è una raccolta di interviste) e Ritorno al Fuoco.

Questo articolo è stato postato da Happy Owl Tracks

 

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